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Solidarietà Pan-Europea!

In questo scenario confusionale in cui versa la situzione politica del Südtirol, dove prendono parte da un lato i capitalisti del governo italiano e dell’Svp e da un’altro lato i movimenti della Destra radicale italiana (Gioventù Italiana e CasaPound) insieme alla  Sinistra radicale (che non perde  occasione per instaurare il solito teatrino “Fascisti contro antifascisti”, cercando disperatamente consensi tra la popolazione) noi diamo tutta la nostra Solidarietà al Popolo del Südtirol, che da troppi decenni è intrappolato dalle catene della politica imperialista! A differenza di tutti, non ci abbassiamo alle logiche capitaliste che  creano volutamente  odio e divisione tra i popoli ed auguriamo  un futuro migliore, in cui il Popolo Sudtirolese, libero e non più oppresso, potrà finalmente convivere pacificamente con gli Italiani abitanti di quelle splendide terre europee!

Contro ogni forma di Imperialismo!

Per la Libertà dei Popoli!

http://voiceofeurope.wordpress.com/sudtirol-bleibt-deutsch/

Non dimentichiamo le Foibe!

Torino 11 febbraio 2011,
Alcuni Attivisti autonomi torinesi ed eporediesi e liberi nazionalisti torinesi si sono riuniti davanti alla lapide in memoria dei Martiri delle Foibe di corso Cincinnato per ricordare questa terribile tragedia italiana. E’ stato posto un mazzo di fiori avvolto da una fascia tricolore ed affissi dei volantini senza nessun riferimento o simbolo politico, perchè le Foibe non hanno un colore politico. Nelle Foibe morirono uomini, donne e bambini colpevoli solamente di essere italiani. Le Foibe furono una pulizia etnica contro chiunque fosse italiano, vennero uccisi e perseguitati sia fascisti che antifascisti, di qualsiasi estrazione sociale.

La tragedia delle Foibe, quindi, non deve diventare un “marchio registrato” di nessun movimento o partito; nessun schieramento politico deve monopolizzare questa terribile vicenda, poichè, così facendo, si porterebbe solo svantaggio, creando stupide divisioni tra italiani e dando l’opportunità a certe fazioni politiche anti-italiane di strumentalizzare questa vicenda a proprio piacimento, creando il solito teatrino “fascisti contro antifascisti” ed infangando sempre di più il ricordo di quelle vittime innocenti.

Infatti, nella notte tarda, alcuni anti-italiani di matrice  anarchica hanno distrutto parzialmente la lapide a colpi di martello, rovinando oltrettutto la parete con la seguente scritta: “Carogne tornate nelle fogne (A)”.

A questi anti-italiani rispondiamo…

QUEI MORTI NON AVEVANO COLORE POLITICO

L’IGNORANZA DI QUALCUNO SICURAMENTE SI!



13.11.2010 – Fuck Your Society!

Si ricorda che nel pomeriggio si svolgerà la “Giornata per i Diritti degli Animali” (contro la Vivisezione e le multinazionali che sfruttano gli animali) e che parte del ricavato del concerto sarà devoluto ad associazioni animaliste, PERCHE’ FAR POLITICA NON SIGNIFICA FARE CONCERTI!


…Fuck Your Society non è uno show rock ‘n’ roll commerciale, l’Hatecore non è semplice musica…Fuck Your Society significa militanza ed attivismo ed è “il premio” per chi ogni giorno è impegnato politicamente, quindi…

NO WANKERS – NO PSEUDO – NO ANTIFA – NO CLOWNS!

SUPPORTA LA RESISTENZA

Whatever it takes!

Maggiori info saranno date più avanti.

DIFFONDERE E SUPPORTARE!

13 NOVEMBRE 2010
“Giornata per i Diritti degli Animali”

CONTRO LA VIVISEZIONE
E LE MULTINAZIONALI CHE LA SFRUTTANO

Per maggiori info: [email protected]
Autonomi Antispe – Autonomi Nazionalisti

CAPITALISMO=SFRUTTAMENTO

Oggi, Sabato 18 Settembre 2010, il network [Stop-Capitalismo!] ha lanciato una campagna  per chiedere la soppressione della flessibilità nel mondo del lavoro, il ‘lavoro a tempo’ e la chiusura di TUTTE le agenzie interinali!

ANS Torino, in quanto Autonomi Nazionalisti e dissidenti Anticapitalisti, supportano totalmente il network [Stop-Capitalismo!], e si attiveranno con tutti i loro mezzi per questa battaglia di Libertà, per ostacolare e cercare di porre fine alla schiavitù imposta dal sistema capitalista!

Per maggiori informazioni:  http://stop-capitalismo.blogspot.com/

SMASH CAPITALISM! FIGHT FOR FREEDOM!


10 Luglio Torino – Boicotta l’Oréal!

La campagna di boicottaggio delle merci israeliane, iniziata poche settimane fa, continua senza sosta. Oggi, Sabato 10 Luglio, gli attivisti del gruppo (A)NS, supportati da AntiSpe Torino e Resistenza Femminile, hanno costituito un sit-in di protesta con volantinaggio contro la multinazionale della cosmetica L’Oréal. Il presidio si è svolto in pieno centro di Torino, in via Garibaldi 42, proprio davanti alla sede legale di  “L’Oréal Italia” .

(A)NS Torino ha scelto di colpire questa multinazionale francese (che dal 1974 è in share-holding con la Nestlè)  in quanto complice attivo delle violenze imperialiste israeliane ai danni del popolo palestinese. Liliane Bettencourt, maggiore azionista del gruppo L’Oréal, che detiene un fatturato annuo stimato in 43,6 miliardi di euro, già agli inizi degli anni ‘90, iniziò a stringere rapporti commerciali con lo Stato d’Israele, ottendo smisurati profitti sottrando risorse e diritti al popolo palestinese.

Molte, purtroppo, sono le prove concrete che rendono questo colosso colpevole di una politica commerciale assassina. Per esempio L’Oréal Italia, filiale della società in Israele, ha avviato una fabbrica nella città israeliana di Migdal Haemek nella bassa Galilea. L’insediamento è stato istituito nel 1952 su terreni appartenenti al villaggio palestinese di al-Mujaydil,  e ad oggi gli abitanti originari vedono ancora negato loro il diritto di tornare alle proprie case semplicemente perché sono non-ebrei. Oppure L’Oréal, nel luglio 2008, ha assegnato un premio alla “carriera” di 100.000 dollari ad uno scienziato appartenente all’Istituto Israeliano di Scienze Weizmann. L’ Istituto Weizmann, sin dalla sua istituzione, è stato un centro importante per la ricerca clandestina e lo sviluppo di armi nucleari, chimiche e biologiche per conto dell’establishment militare israeliano con il quale ha stretti legami. Si tratta, quindi, di una delle tante istituzioni accademiche in Israele colluse con le violazioni del Diritto Internazionale e dei Diritti Umani dei Palestinesi!

Ma l’orrore non finisce qui! L’azione di oggi è stata supportata anche dal gruppo autonomo AntiSpe Torino, proprio perchè L’Oréal, per la creazione ed il testaggio di nuovi prodotti, utilizza cavie animali destinate ad una morte orribile. (Sul sito http://antispetorino.blogspot.com/ puoi trovare maggiori informazioni.)

Oggi, grazie anche alla zona centrale, si è riusciti ad attirare l’attenzione dei passanti distribuendo 500 volantini. Gli attivisti autonomi si sono presentati con un unico striscione che recitava: “Boicotta chi produce morte – Contro Guerra&Imperialismo”, sventolando una bandiera nera, che gli Autonomi Nazionalisti torinesi hanno deciso di adottare proprio come simbolo alla lotta contro l’Imperialismo. La bandiera nera è stata usata nella Storia come vessillo della lotta della Libertà contro l’oppressione, Il colore nero e’ infatti abbinato a sentimenti di rabbia e indignazione nei confronti dei soprusi, delle ingiustizie e dei crimini compiuti dagli oppressori di turno, ma è pure abbinato, non dimentichiamolo, alla relazione dell’Uomo con la Terra.

La lotta contro l’Imperialismo israeliano non finisce assolutamente qui, anzi continuerà senza compromessi e dovunque prevarranno ingiustizie (A)NS Torino sarà presente sventolando una BANDIERA NERA!

LIBERTA’ PER IL POPOLO PALESTINESE! NO SURRENDER!

Support Sea Shepherd!

Sabato 19 giugno alcuni attivisti torinesi hanno partecipato ad un presidio nella cittadina di Ivrea, organizzato da alcuni gruppi autonomi del canavese e dal gruppo Antispe, che aveva lo scopo di esprimere solidariètà a Sea Shepherd ed al capitano Pete Bethune.

(Presso il blog Autonomi Nazionalisti/Resistenza Femminile è possibile trovare il resoconto dell’iniziativa: http://autonominazionalisti.blogspot.com/)

Siamo contenti oggi di pubblicare qui di seguito un articolo apparso sui media, riguardo l’interessamento reale di alcuni organi internazionali a risolvere il problema della caccia alle Balene.

COMBATTERE LE GIUSTE CAUSE ED ATTIVARSI IN BATTAGLIE CHE SEMBRANO INIZIALMENTE PERSE SERVE!

Galan: impegno internazionale Italia contro caccia balene
Mentre i paesi che praticano la caccia alle balene stanno cercando di abolire la moratoria in vigore da oltre 20 anni, il ministro dell’Agricoltura e della Pesca Giancarlo Galan ha detto oggi che l’Italia deve “fare di più” nella lotta per la tutela dei grandi mammiferi marini.
“Il fatto che qualcuno possa ancora pensare, nel 2010, di pescare animali straordinari come i cetacei mi appare non solo sbagliato ma anche fuori dal tempo”, ha detto il ministro in una nota diffusa oggi.”Per questo ci impegneremo, anche ad Agadir, affinché si giunga al più presto ad un bando completo di questa che non esito a definire una barbarie”.
Ad Agadir, in Marocco, è in corso un vertice della Commissione Baleniera Internazionale (Iwc), che deve esaminare la richiesta di alcuni paesi – come Giappone, Norvegia e Islanda – di abolire la moratoria sulla caccia che dura da 24 anni.La proposta prevede che la caccia sia consentita per 10 anni, in cambio di uno stretto controllo. Perché sia attuata, i paesi balenieri devono convincere però la maggioranza degli 88 membri dell’Iwc.Mentre la caccia commerciale è vietata, attualmente è consentita quella a scopo scientifico. Il primo giugno scorso l’Australia ha citato in giudizio davanti al Tribunale Internazionale dell’Aia il Giappone proprio per ottenere la fine anche della caccia “per ricerca”.
“Sul tavolo della Commissione Baleniera Internazionale c’è la proposta di reintrodurre la caccia a scopo commerciale, questo non ci appare né sensato né possibile e pertanto ci opporremo con chiarezza”, ha detto ancora il ministro Galan.
“Per impedire un simile esito siamo disposti a collaborare anche con tutte le Ong che si pongono il medesimo obiettivo”.

Fonte: http://it.notizie.yahoo.com/4/20100622/tso-oittp-galan-balene-89ec962.html

Contro l’imperialismo assassino israeliano

Da ormai 50 anni lo Stato d’Israele sta portando avanti una vera e propria pulizia etnica nei confronti del popolo palestinese. Con il passare dei decenni si sono susseguite occupazioni violente di territori , costruzioni di colonie, la creazione di un muro che isola interi villaggi, ma soprattutto migliaia di palestinesi totalmente indifesi massacrati e uccisi brutalmente dall’esercito israeliano. Come non dimenticare l’operazione militare “Piombo Fuso” dell’autunno scorso in cui persero la vita oltre mille civili e che ha visto l’utilizzo di armi al fosforo bianco anche contro ospedali e scuole.

Sotto gli occhi del mondo intero Israele dissobbedisce indisturbata gli accordi internazionali, anzi agisce arrogantemente senza timore di sanzioni o punizioni, che per motivi oscuri non vengono mai inflitte. Il culmine della violenza israeliana è avvenuto il 31 Maggio 2010, quando la marina israeliana ha attaccato la Freedom Flottiglia diretta a Gaza con aiuti umanitari. Il bilancio dell’operazione militare è stato di oltre 15 morti (nella nave turca Mavi Marmara), tutti attivisti e pacifisti per la Palestina, e di oltre 450 arresti (più 50 espulsioni).

Gli attivisti autonomi torinesi si oppongono alla politica violenta israeliana, non si può rimanere inermi ed indifferenti all’uccisione di migliaia di persone innocenti. E’ nostro dovere in quanto uomini liberi mostrarsi solidali con il popolo palestinese e mobilitarsi in modo che questo sterminio finisca. Il nostro compito è di combattere l’imperialismo assassino israeliano, attivandosi, diffondendo il dissenso tra i cittadini, in modo che tutti sappiano cosa succede veramente in Palestina. L’unico modo diretto che abbiamo per porre fine questo massacro è quello di colpire l’economia israeliana, boicottando tutte quelle merci o prodotti di corporations e multinazionali che finanziano Israele supportando la guerra in Palestina.

Il boicottaggio è un’azione totalmente pacifica, non criminale, che ha come unico scopo ad ostacolare la politica imperialista israeliana, mettedo  in difficoltà l’economia di guerra di Israele per costringerlo a riconoscere  i diritti dei palestinesi.

(A)NS Torino invita tutti i cittadini torinesi a non comprare le merci con il codice a barre che inizia con 729 (Made in Israel) ed invita a non comprare i prodotti delle seguenti aziende che fanno affari con Israele:

Carmel (frutta e verdura) – Jaffa (frutta e verdura) – Kedem (avocadi) – Coral (ciliege) – Top (frutta e verdura) – Beigel (biscotti aperitivi) – Hasat (agrumi) – Sabra (pasti completi) – Osem (minestre, snacks, biscotti, pasti completi preparati) – Dagir (conserve di pesci) – Holyland (miele, erbe) – Amba (conserve) – Green Valley (vino) – Tivall (prodotti vegetariani) – Agrofresh (cetrioli) – Jordan Valley (datteri) – Dana (pomodori ciliege) – Epilady (apparecchi di depilazione) – Ahava (cosmetici del mare morto)
COCA-COLA – Marche del gruppo: Aquarius, Cherry Coke, Fanta, Nestea, Sprite, Minute Maid, Tropical. Quest’impresa sostiene lo Stato di Israele dal 1966.
DANONE – Marche del gruppo: Arvie, Badoit, Belin, Blédina, Phosphatine, Chipster, Evian, Galbani, Gervais, Heudebert, Lu, Taillefine, Volvic. Danone ha appena investito nel Golan, territorio siriano occupato dal 1967 da Israele.
NESTLÉ – Marche del gruppo: Aquarel, Cheerios, Crunch, Frigor, Friskies, Galak, Golden Grahams, Kit Kat, Maggi, Mousline, Nescafé, Ricoré, Quality Street, Vittel, Perrier, Buitoni. La società svizzera possiede il 50,1% dei capitali della catena alimentare Osem israeliana. La ditta è accusata dagli anni 50 di distruggere l’economia e la salute dei popoli del terzo mondo, in particolare con l’imposizione dei suoi latti in polvere per bambini in Africa, in Asia ed in America latina.
INTEL – questa grande impresa produce la maggior parte dei chip PENTIUM 4 utilizzati dagli elaboratori PC nella sua fabbrica di Kyriat Gat, installato nel sito di Iraq Al-Manshiya, un villaggio palestinese raso al suolo dopo il suo sgombro nel 1949 da parte dei soldati egiziani. 2.000 abitanti furono cacciati della loro terra, nonostante un impegno scritto dei sionisti, sorvegliato dalle Nazioni Unite, di non toccare la popolazione. Una campagna dei loro eredi agli USA nel 2003 ha indotto INTEL a sospendere un progetto d’investimento di 2 miliardi di dollari per un’ampliamento della fabbrica Fab 18 di Kyriat Gat.
L’Oréal – Marche del gruppo: Biotherm Cacharel Giorgio Armani Parfums, Lancôme, Vichy, Roche-Posay, Garnier, Helena Rubinstein, Gemey-Maybelline, Jean-Louis David Shampooings, Le Club des créateurs de beauté (vendita di prodotti cosmetici per corrispondenza), Redken 5th Avenue, Ralph Lauren profumi, Ushuaïa. L’Oréal ha anche investito milioni creando un’unità di produzione a Migdal Haemeck, a tal punto che il congresso ebreo americano ha espresso la sua soddisfazione nel vedere L’Oréal “diventare un amico caloroso dello Stato di Israele”.
ESTÉE LAUDER – Marche del gruppo: Aramis, Clinique, La Mer, DKNY, Tommy Hilfiger. Oltre ai suoi investimenti, il direttore è il presidente di una delle organizzazioni più potenti  negli US, il Fondo Nazionale Ebreo.
DELTA GALIL – quest’impresa israeliana è specializzata nel subappalto di prodotti tessili in particolare in quello degli indumenti intimi. Numerosi sindumenti intimi di marchi stranieri provengono così direttamente dalle fabbriche di delta Galil. È il caso di Marks & Spencers, Carrefour (Tex), Auchan, Gap, Hugo Boss, Playtex, Calvin Klein, Victoria’s Secret, DKNY, Ralph Lauren.
LEVI STRAUSS JEANS E CELIO (depositi specializzati negli abiti per uomini)
TIMBERLAND (abiti, scarpe, calzini) – come il suo omologo Ronald Lauder, il Presidente di Timberland Jeffrey Swartz è un membro attivo della lobby sioniste US. Ha incoraggiato la Comunità ebrea US a trasferirsi in Israele ma anche inviato soldati israeliani per dirigere la propaganda pro-israeliana negli USA.
DISNEYLAND – l’impresa Disney non ha nulla di idilliaco e contribuisce, con il suo sostegno ad Israele, a seminare la morte in Palestina. Approva così tacitamente l’occupazione illegale di Gerusalemme-Est facendo di Gerusalemme in occasione di un’esposizione al centro Epcot in Florida la capitale di Israele, ciò in violazione delle risoluzioni internazionali dell’ONU.
NOKIA – il gigante finlandese della telefonia commercia attivamente con lo Stato di Israele. In un’intervista al Gerusalemme Post, il direttore del gruppo dichiarava: che Israele faceva parte delle priorità dell’impresa. Un centro di ricerca Nokia è così nato in Israele.
MC DONALD’S – impresa emblematica dell’imperialismo culturale US, la celebra catena di ristoranti fast food porta un sostegno non trascurabile allo Stato israeliano. McDonald’s dispone di 80 ristoranti in Israele e vi impiega quasi 3000 dipendenti. Proibisce al suo personale di parlare arabo. Agli USA, l’impresa appare fra i partner dell’organizzazione “Jewish Community„ con sede a Chicago. Quest’organizzazione lavora infatti per il mantenimento dell’aiuto militare, economico e diplomatico fornito dagli USA ad Israele.
CATERPILLAR (attrezzature per costruzioni ma anche, abiti, scarpe) – un’ampia campagna deve essere condotta per denunciare la partecipazione criminale di Caterpillar alle distruzioni delle case in Palestina con i suoi bulldozer giganti. È con un Caterpillar che la pacifista americana ebrea Rachel Corrie è stata uccisa da un soldato israeliano nel 2003.
La catena alberghiera ACCORHOTEL (Etap, Ibis, Mercure, Novotel, Sofitel) – questa catena ha molti hotel in Israele, e recentemente, essa ha aperto una succursale nei territori siriani occupati, il Golan.
Le catene alimentari presenti nelle colonie israeliane: Domino Pizza, Pizza Hut, Häagen Daaz, Burger King
I prodotti farmaceutici israeliani della azienda THEVA, che tanto in Italia quanto in Francia ha acquisito una posizione dominante nel mercato dei farmaci generici e da banco.
Altri prodotti: Sigarette Morris (di cui Marlboro), prodotti Kimberly-Clarck (Kleenex, Kotex, Huggies), SanDisk (informatica), Toys RUs (giocattoli), Lavazza (caffè), Rio Mare (alimentari),  San Bernardo (alimentari),  San Benedetto (alimentari), San Pellegrino (alimentari), Vismara (alimentari).

29 Maggio 2010 – Bardonecchia

Il 29 Maggio 2010 una delegazione di attivisti del gruppo ANS Torino ha partecipato alla giornata anticapitalista svoltasi nella città della Val Susa Bardonecchia. L’evento organizzato dal gruppo autonomo locale – Bardonecchia Black Block – (supportato totalmente da tutti i gruppi piemontesi dell’autonomia nazionale italiana) aveva come obiettivo di mostrarsi solidali nei confronti dei cittadini valsusini, che col passare degli anni hanno sentito sempre di più l’aggravarsi della crisi economica dettata dal turbocapitalismo globale (delocalizzazioni, licenziamenti, chiusure delle fabbriche), e di esprimere, quindi, il proprio disprezzo verso questo sistema  mondialista, anti-democratico, che ha come unico scopo quello di sfruttare gli uomini e l’ambiente in nome del profitto.

Questa giornata anticapitalista è iniziata con un corteo (in cui appariva frontalmente uno striscione che inneggiava alla Resistenza Nazionale) che ha sfilato nelle vie principali di Bardonecchia (distribuendo volantini di controinformazione ai passanti del neonato blog/network STOP CAPITALISMO -http://stop-capitalismo.blogspot.com/) e si è conclusa poi con un presidio davanti al municipio.


Qui di seguito vi riportiamo il testo integrale del volantino distribuito:

I nuovi assetti del capitalismo globale hanno prodotto una crisi del sistema produttivo europeo che comincia a farsi sentire in maniera pesante! Delocalizzazioni, chiusure, licenziamenti sono ormai all’ordine del giorno nell’intera Val di Susa, come pure in tutto il Piemonte, in Italia e in molte nazioni europee.

Le aziende smantellate difficilmente riapriranno! C’è un intero continente che si sta deindustrializzando e subisce quasi in silenzio gli effetti devastanti di decenni di mondialismo e globalizzazione economica. Il risultato è uguale ovunque: pochi si arricchiscono a livelli inuditi mentre moltissimi perdono il posto di lavoro, con poche speranze di trovarne uno nuovo o con davanti una prospettiva fatta di precarizzazione e lavori occasionali, sottopagati e senza futuro. E non sono solo i giovani a subire tutto ciò, come vorrebbe farci credere il sistema: il fenomeno colpisce sempre di più persone sui 40 anni e oltre, persone che si trovano improvvisamente tagliate fuori dal mondo del lavoro, rese inutili da un sistema che ha nel Profitto la sua unica ragion d’essere, condannando intere popolazioni ad un futuro di stenti e miseria.

E’ tempo di reagire, iniziando con il prendere coscienza che ci si trova in una situazione del tutto nuova e diversa dalle crisi affrontate in passato! Siamo in presenza di una crisi STRUTTURALE, ossia PERMANENTE, i cui effetti negativi si faranno sentire per decenni sui nostri territori!

Per difendere il sistema produttivo valsusino, piemontese, italiano ed europeo e per recuperare i milioni di posti di lavoro perduti non servono le buone intenzioni così come non serve rincorrere la competitività a tutti i costi con nazioni come la Cina, una corsa che sarebbe solo utile ai capitalisti globali, che imporrebbero in tal modo condizioni sempre peggiori ai lavoratori e ai cittadini di tutta Europa.

Per contrastare tale quadro serve una diversa soluzione, ma bisogna invertire la rotta!

L’iniziativa deve partire da noi stessi, smettendo di credere agli inganni del sistema capitalista e delle logiche del libero mercato, superarando la mentalità consumistica che ha inaridito il nostro modo di vivere, cominciando a rifiutare il deleterio modello di sviluppo mondialista che ci vuole non Cittadini di una Nazione, con Diritti e dignità, ma meri ‘consumatori’ in balia delle scelte dei Padroni del Mondo!

Solo così si potrà ripartire con VERE politiche di rilancio del territorio, fermando le speculazioni finanziarie che ci impoveriscono, bloccando l’afflusso indiscriminato di merci dall’oriente imponendo dazi pesantissimi, ritornando ad un’economia di produzione tramite la RILOCALIZZAZIONE sul territorio nazionali degli impianti produttivi grossi e piccoli, dando lavoro a tutti i cittadini italiani.

IL CAPITALISMO STA SEPPELLENDO L’EUROPA E UNA FETTA CRESCENTE DI SUOI CITTADINI!

UNA RESISTENZA NAZIONALE E ANTI-CAPITALISTA È LA VIA DA SEGUIRE!

E’ TEMPO DI RIAPPROPRIARCI DEL NOSTRO FUTURO!


29 Maggio – SMASH CAPITALISM DAY!

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Una RESISTENZA NAZIONALE e ANTI-CAPITALISTA è la via da seguire!

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